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Johannesburg: Soweto

Johannesburg- Soweto

Soweto (contrazione di South West Township) è situata a 25 km a sud-ovest del centro di  Johannesburg, e, con i suoi 3 milioni di abitanti, è la più grande town-ship del Sudafrica, una vera e propria città nella città.

Questa zona è universalmente conosciuta come culla della lotta all’apartheid: infatti fu qui che nel 1976 prese vita la prima grande manifestazione studentesca contro l’insegnamento dell’Afrikaans nelle scuole da cui sono partiti poi  i moti popolari che hanno portato all’abolizione del regime razzista.

Una visita a Soweto è doverosa per toccare con mano la dolorosa realtà del razzismo e delle differenze sociali che ha creato e che, nonostante i notevoli progressi, sono ancora troppo marcate.

Soweto nasce, infatti, agli inizi del ‘900 per ospitare i lavoratori delle miniere d’oro della zona; nel 1948 diviene, poi, un ghetto dove trovano rifugio i neri sfrattati dalle zone riservate ai soli bianchi. Era una zona estremamente povera e degradata, le cui case fatte di fango non avevano acqua e corrente ed i pochissimi negozi potevano vendere solo beni di prima necessità. Oggi la situazione è molto diversa, ma, nonostante, ciò Soweto conserva troppe tracce del suo doloroso passato nelle poverissime bidonville che convivono con quartieri lussuosi abitati da miliardari i quali, pur essendosi arricchiti, hanno voluto continuare a vivere nella terra d’origine.  Tra  questi spiccano Wandie Ndala,  proprietario del ristorante Wendie’s Place , ieri una bettola ed oggi locale alla moda incluso nei tour della zona, e Richard Maponya, il più ricco di tuttiproprietario del Maponya Mall, un immenso centro commerciale da 65 mila metri quadrati.

È estremamente consigliabile, per motivi di sicurezza,  visitare la township con un tour organizzato.

Si può partire da Vilakazi Street, a Orlando West, l’unica via al mondo che può vantarsi di aver ospitato le case di due premi Nobel per la pace: quelle di Nelson Mandela e dell’arcivescovo anglicano Desmod Tutu.

L’ex casa di Mandela è diventata il Museo Nelson Mandela.  Altro museo imperdibile è l’Hector Pieterson Museum, che commemora la terribile repressione della rivolta studentesca del 1976 .

Di notevole impatto  è il Chris Hani Baragwanath Hospital, l’unico ospedale della township e il più grande del mondo, i cui muri esterni sono ricoperti da  enormi murales, opera degli artisti locali. Procedendo sulla stessa strada ci si imbatte nella più grande chiesa cattolica dell’Africa, la Regina Mundi Morosa , dove si venerano due statue della Madonna Nera che fu anch’essa teatro delle violente repressioni del 1976, tanto che sono ancora visibili al suo interno alcuni colpi di pistola sparati all’epoca dalla polizia, mentre al suo esterno sorge il monumento funerario eretto nel 1995 in onore dei martiri di Soweto.

Poco distante  troviamo Freedom Square, a Kliptown, dove nel 1955 fu votata la Carta della Libertà.

Per respirare  l’autentica atmosfera del posto  non si può  non entrare in uno dei tipici locali, gli shebeen, e intrattenersi con la gente del posto, solitamente piuttosto cordiale.



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