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Roma: Piazza Navona

Roma- Piazza Navona

Piazza Navona è indubbiamente un gioiello barocco unico nel suo genere che tutto il mondo ci invidia. Tra le piazze più famose di Roma, deve la sua particolarissima forma al fatto di essere sorta esattamente al di sopra dello Stadio dell’imperatore Domiziano.

E così dove prima vi erano gli spalti ecco che oggi possiamo ammirare sontuosi palazzi, residenze nobiliari e chiese dalle origini antichissime.

Mentre al centro, dove un tempo vi era la pista su cui si svolgevano le gare di atletica importate dalla Grecia alla moda delle Olimpiadi, possiamo ammirare straordinarie fontane ricche di giochi d’acqua spettacolari.

E proprio questi particolari giochi, detti agones, sembrerebbero aver dato il nome alla piazza: da “agone” divenne “in agone”, “navone” e quindi Navona.

E certamente il suo aspetto attuale, così elegante e raffinato, è il risultato di varie e successive edificazioni, ma la sistemazione principale si deve a papa Innocenzo X e alla sua fidata consigliera, la potente e spregiudicata Donna Olimpia Maildaichini (sposata con Pamphilo Pamphilj, fratello del papa). I due vollero realizzare una sorta di “salotto privato” proprio in quella piazza che si apriva davanti alla sontuosa residenza di famiglia, Palazzo Pamphili (oggi sede dell’Ambasciata del Brasile).

Fu così che nel 1648 fu chiamato Gian Lorenzo Bernini ad iniziare l’opera: una sontuosissima fontana posta al centro della piazza che andasse a sostituire uno degli abbeveratoi presenti. E il Bernini iniziò a lavorare alla Fontana dei Quattro Fiumi, rubando in un certo senso la commissione al temuto rivale Borromini.

Le quattro colossali statue in marmo bianco rappresentano appunto quattro importanti fiumi dei quattro contenti allora conosciuti: il Nilo per l’Africa, il Gange per l’India, il Danubio per l’Europa e il Rio della Plata per le Americhe.

Su tutto svetta l’obelisco egizio rinvenuto dal papa nel 1647 durante una passeggiata sull’Appia Antica nel circo di Massenzio. Il rivale Borromini si occupò invece tra il 1653 e il 1657 dei lavori di edificazione della chiesa di Sant’Agnese in Agone destinata ad accogliere al suo interno il monumento funebre di papa Innocenzo X.

La chiesa doveva fungere come “modesta” chiesetta di famiglia essendo direttamente collegata proprio a palazzo Pamphili. Ma i lavori non si conclusero qui. Nel 1651 ancora il Bernini venne chiamato dal papa per occuparsi della sistemazione della fontana di fronte al proprio palazzo. Fu così che Bernini ornò la fontana con una grossa conchiglia (la “lumaca”) con tre delfini. Ma l’opera non piacque al papa (o forse più propriamente a Donna Olimpia!), che l’anno successivo trasferì l’intero gruppo in una villa sul Gianicolo.

Un successivo tentativo incontrò finalmente il favore di Innocenzo X: una figura maschile che trattiene per la coda un delfino (un po’ troppo piccolo, in proporzione), che getta acqua dalla bocca. I tratti somatici della figura richiamano vagamente le caratteristiche di un uomo di colore, particolare che bastò per dare alla fontana il nome che conserva tuttora: la Fontana del Moro.

Sul lato opposto della piazza vi è una terza fontana, detta dei Candalari perché si trovava nei pressi dell’antico “vicolo dei Calderai” (o “Calderari”), una stradina occupata dalle botteghe di fabbri e venditori di padelle, pentole e stoviglie metalliche in genere. Noi oggi però la chiamiamo Fontana del Nettuno: in seguito ad un concorso pubblico indetto dal Comune di Roma nel 1873 (che voleva creare una consonanza stilistica con le altre due fontane), vinto da Gregorio Zappalà e Antonio della Bitta, furono aggiunti due gruppi scultorei al suo centro, il Nettuno in lotta contro una piovra e le Nereidi con putti e cavalli marini.

Il suono dell’acqua di queste straordinarie fontane, la meraviglia dei tesori artistici che custodisce e l’assenza totale dei rumori provocati dal caotico traffico romano rendono questa piazza un angolo incantato, protetto e assolutamente ideale quindi per trascorrere in pieno relax qualche minuto della giornata.
 



Come arrivare

Bus:
87 (dalla fermata Colosseo)
492 (da Piazza Barberini)
70 (dalla Stazione Termini)


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