Facebook   Twitter   YouTube Channel
 

Vienna: Minoritenkirche

Vienna- Minoritenkirche Minoritenplatz

La Minoritenkirche è l’antica chiesa dei Frati Minori costruita in stile gotico francese. Il suo nome ufficiale è "Italienische Nationalkirche Maria Schnee" (chiesa nazionale italiana Maria della neve) e dal 1786 la chiesa nazionale italiana dedicata alla “Madonna della neve”.

Al suo ritorno dalla crociata del 1219, il duca Leopoldo VI di Babenberg, detto “il Glorioso”, si fermò ad Assisi e manifestò a San Francesco la sua volontà di avere anche a Vienna, come in Germania, dei frati francescani.

Alcuni frati francescani, Giovanni da Carpi, Giacomo da Treviso, Martino da Milano e Alberto da Pisa trapiantarono il loro ordine a Vienna presso una chiesa che era dedicata alla santa italiana, Santa Caterina da Siena, che si trovava in piazza am Hof, luogo di residenza del duca.

Grazie ai suoi fondatori, nel 1260, la chiesa era nota come la chiesa degli italiani e fu costruito un convento che ospitava 150 frati. Soprattutto tra i nobili il francescanesimo ebbe moltissimi seguaci quali i principi del Liechtenstein, le famiglie italiane residenti a Vienna, i Medici, i Cavalcanti, i Ricasoli, gli Stampa. Qui molte di queste famiglie facevano tumulare i loro defunti e come simbolo di riconoscimento appendevano alle pareti i loro stemmi.

Nel  1276 un incendio distrusse la chiesa, che fu interamente ricostruita sotto il regno di re Ottocaro II di Boemia e signore d’Austria.

La realizzazione dell’edificio fu affidata a padre Giacomo di Parigi che in particolare è l’artefice del meraviglioso portale maggiore in stile gotico francese. La ricostruzione fu completata nel 1350.

Durante i secoli, e specialmente nel corso delle guerre Austro-Turche la chiesa ha subito molti danni.

Per volontà della duchessa Bianca fu costruito il coro di San Luigi (per onorare suo zio santo e re di Francia), che venne però realizzato solo dall’Imperatrice Elisabetta. Oggi di quel coro sono visibili solo le fondamenta dato che ha subito molti danni tra guerre e incendi.

Quando la chiesa fu donata alla comunità italiana ad aeternum da Giuseppe II d’Asburgo essa venne ufficialmente chiamata la “Chiesa degli Italiani”.

Al suo interno è custodita l’esatta copia in mosaico dell’Ultima Cena di Leonardo, commissionata da Napoleone a Giacomo Raffaelli per sostituire l’affresco originale di Milano che doveva essere trasferito a Parigi. Dopo la caduta del Bonaparte fu recuperata dagli Asburgo e collocata in questa chiesa a metà dell’Ottocento.

Il campanile ha una rara forma ottagonale e manca della parte finale. Questa particolarità è dovuta al fatto che nel 1683 i Turchi occuparono Vienna, che all’epoca era circondata da possenti mura, utilizzando dei cannoni i cui colpi distrussero il campanile e da allora la parte finale non venne mai più ricostruita.

Nella zona dell’edificio con le finestre, sul lato sinistro della chiesa, troviamo la sacrestia. Successivamente , nel 1910, furono aggiunte le arcate, che possiamo vedere ancora oggi,  realizzate in stile diverso l’una dall’altra.

L’effetto asimmetrico della chiesa è dovuto alla suddivisione a piani del lato sinistro che contrasta con i finestroni gotici del lato destro.

Nelle vicinanze della chiesa troviamo una parte degli ambienti del ministero degli interni, l'ufficio del cancelliere federale e del ministero degli esteri.

Ancora oggi nei giorni festivi si celebrano messe in italiano per tutti gli italiani che, come i frati nel 1200, si sono trasferiti per lavoro o per piacere a Vienna.



Orari e Prezzi

Dal Lunedì alla domenica: 8.00 - 18.00



Come arrivare

Metro: U3 Herrengasse
Bus: 1A, 2A Michaelerplatz


Visita anche

Ruprechtskirche

Ruprechtskirche

La Ruprechtskirche risalente al VIII secolo è la chiesa più antica di Vienna dedicata a San Ruperto Vescovo di...continua »
Dorotheum

Dorotheum

Il Dorotheum è la prima casa d’aste di Vienna, fondata nel 1707, per volere dell'imperatore Giuseppe I come...continua »
Kaisergruft

Kaisergruft

La Kaisergruft, costituisce il mausoleo nel quale sono custodite le 144 bare tra cui 12 di imperatori e 19 di imperatrici...continua »